La Quercia

La Quercia è un borgo nato intorno alla Chiesa della Madonna della Quercia, un tempo costituito essenzialmente
di botteghe di artigiani e commercianti.
Sin dal 1240, Federico II accordò al paese l’organizzazione di due fiere, una a maggio e una a settembre,
proprio per ampliare le vendite dei prodotti realizzati.
Erano i padri domenicani, custodi della Chiesa, ad autorizzare la fabbrica delle botteghe,
affittandole “a terza generazione mascolina”, si legge in alcuni documenti dell’epoca.
La più famosa delle botteghe è La Bottega della Cera o degli Ex Voto,
costruita nel 1468 da Giovanni e Battista Petrucci e successivamente passata nelle mani dei domenicani.
La bottega degli ex voto era l’unica che potesse vendere voti nei pressi della chiesa della Quercia e solamente a venditori occasionali o a botteghe site a molta distanza dal santuario tale attività era permessa.
Nel 1539 Paolo III fece costruire la strada che collega Viterbo al Santuario e nel 1549 si prese la decisione
di abbattere alcune botteghe, anche se altre continuarono ad essere edificate.
Alla Chiesa si accede da un’ampia scalinata e subito ci si trova di fronte a un complesso maestoso ma,
al tempo stesso, molto semplice nelle linee architettoniche, d’impronta rinascimentale.
L’intero complesso, Chiesa e Convento, è stato progettato da Giuliano da Sangallo (1470).
Del progetto iniziale ci rimangono copie dei disegni eseguiti dal nipote Antonio da Sangallo il Giovane,
uno realizzato a mano libera ed uno, il successivo sviluppo, fatto con riga e squadra,
che sono conservati presso la Galleria degli Uffizi a Firenze.
Nel 1555 venne modificato da Nanni di Baccio Bigio, appartenente alla sangalliana