Oriolo Romano

Fu abitata fin dalla remota antichità, come dimostra la presenza di sepolture etrusche e dei resti di un insediamento, identificato con la romana FORUM CLODII; l’origine dell’attuale abitato risale invece alla metà del XVI secolo, quando Giorgio di Santacroce, un nobile originario di Viano (l’odierna Vejano), volle edificare un borgo agricolo modello. Nel Seicento il palazzo passò agliOrsini, che lo tennero fino al 1671; in seguito appartenne agli Altieri e nel 1970 divenne possesso dello Stato italiano. Il toponimo, che è stato semplicemente Oriolo fino al 1872, deriva probabilmente dal latino AUREUS, ‘d’oro’, forse in riferimento alla fecondità del terreno, oppure dal nome di persona AUREOLUS; quanto alla specificazione, essa si giustifica con la precedente appartenenza del comune alla provincia di Roma. Il cinquecentesco palazzo baronale costituisce la più illustre testimonianza storico-architettonica del luogo: progettato da Muzio Paparelli o dagli allievi del Vignola, è decorato all’interno da pregevoli affreschi e conserva, nella cosiddetta galleria dei Papi, voluta da papa Clemente X (Emilio Bonaventura Altieri), i ritratti di ben 265 pontefici. Risale al XVI secolo anche la parrocchiale di San Giorgio, in seguito rimaneggiata in stile barocco e contenente una grande tela raffigurante San Giorgio che uccide un drago. Il patrimonio storico-architettonico annovera anche il convento di Sant’Antonio, fatto costruire da papa Clemente X nel 1675, e la seicentesca chiesa di Sant’Anna.