Acquapendente

La prima testimonianza storica di Acquapendente risale al 964, quando Ottone I vi costruì un castello.
Contesa dal Barbarossa, nel 1166 riuscì a liberarsi dal la tirannia imperiale con un'insurrezione popolare,
fatto eccezionale che viene ancor oggi rievocato attraverso la Festa dei Pugnalqni.
A cavallo tra il 1300 e il 1400 il centro appartenne al comune di Siena, poi, nel 1415, vi dominarono gli Sforza.
La libertà cittadina venne consolidata nel 1443, in seguito alla ribellione a Francesco Sforza.
Successivamente ottenne la sede vescovile sotto il papato di Innocenze X dopo la distruzione di Castro (1649): da allora restò sotto il dominio della Chiesa.
Il monumento più rappresentativo del la località è la Basilica Cattedrale del Santo Sepolcro.
Sorta intorno al Mille, sul sacello di Matilde di Westfalialungo la Cassia, venne consacrata nel 1149.
Più volte restaurata, spesso manomessa fino aperdere ogni ricordo della struttura origi naria, è stata gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1944.
In parte ripri stinata nelle antiche forme romaniche, si presenta oggi con una facciata tardo ba rocca ai cui lati s'innalzano due torri cam panarie.
Notevoli le opere che conserva, come ad esempio un'ancóna di terracotta smaltata di Jacopo Beneventano (1522),
raffigurante il Padre Eterno adorato dagli Angeli, eseguita su commissione.
Il coro ligneo dell'abside è opera di Matteo Te desco (16851688); i bassorilievi incorpo rati nei due pergami,
che fiancheggiano la scalinata d'accesso al presbiterio, raffigu rano Michele e l'Arcangelo Gabriele.
La cripta del Santo Sepolcro è fra le più antiche del Lazio, risalente alla seconda metà del X secolo; venne eretta su una primitiva edicola delle stesse dimensioni del Santo Sepolcro che si trova al centro, sotto il livello del pavimento, coperta da una piramide a base rettangolare: secon do la tradizione, custodisce una reliquia bagnata del sangue di Cristo.
La chiesa possiede anche altre opere di rilievo, custodite nella vicina casa ve scovile, tra cui l'originale del seicentesco busto marmoreo
di Innocenze X dell'Al-gardi. Nel colle sovrastante la cattedrale, seminascosta nel verde, è visibile la Torre dell'Orologio,
detta anche del Barbarossa, già parte del castello imperiale.
La Chiesa di San Francesco, precedentemente intitolata a Santa Maria, risale al primo secolo del Mille.
Della primitiva struttura conserva il portale gotico; il campanile è degli inizi del Cinquecento.
L'interno accoglie un pregevole crocifisso ligneo del XIV secolo ed alcuni af freschi seicenteschi, opere giovanili del Masini.
Nell'adiacente convento sono al sicuro un San Bernardino, tavola quattrocentesca di Sano di Pietro, una Madonna in adorazione del Bambino e San Giovannino, tavola di anonimo fiorentino del XV secolo e unaDeposizione di scuola fiamminga.
Fra gli esempi di architettura civile, si distingue il Palazzo Vìscontini di via Battisti e la Torre Julia de Jacopo a sud della cittadina.
I "Pugnaloni"
L'appuntamento clou di Acquapendente è fissato la terza domenica di maggio, in occasione delle feste della Ma donna del Fiore che rievocano, attraverso i "Pugnaloni", la più antica manifestazione folklori-stica della Tuscia, un episodio storico risalente al 1166. A quel tempo la città era gover nata da un tiranno
del Barbarossa. "È più facile si diceva tra i contadini che quel ciliegio secco fiorisca, che la città riesca ad insorgere contro l'invasore".
L'improvvisa fioritura del cilie gio dette agli aquesiani la forza e l'entusiasmo per la rivolta. In ricordo dell'avvenimento, iniziamente si usava infiocchet tare i "pungoli" (bastoni di le gno usati per stimolare i buoi), poi trasformati in "pugnaloni" enormi mosaici in gran parte composti da fiori, con immagi ni raffiguranti la libertà. Vengo no preparati per tutta la notte precedente la festa dai giovani del posto, riuniti in gruppi per quartiere, portati in processio ne ed esposti davanti al palaz zo comunale. Durante la Festa dei Pugnaloni si svolgono vari eventi, tra cui fiere e mercati, oltre alla sfilata dei cosiddetti Pugnaloni.