Ischia di Castro

II Centro Storico di Ischia di Castro, la parte più antica, sorge su una rupe tufacea alla confluenza di due torrenti, posizione che denota la sua origine etrusca. In questo pianoro vi posero stabile dimora i suoi primi abitanti che vi praticarono l'agricoltura e la pastorizia.
Il territorio circo stante è in grado di offrire uno straordinario connubio di storia archeologia e natura.
Il nucleo abitativo più antico del paese conserva ancora oggi la fisiono mia tipica dell'epoca medioeva le, con il castello e le sue solide porte,
i resti delle mura e le sue viuzze sti'ette e tortuose.
Ischia fu uno dei primi feudi della fa miglia Farnese che fece erigere il Castello commissionandone la ristrutturazione all'architetto Antonio
da Sangallo il Giovane. Altri monumenti d'interesse storico e artistico sono la chie-sina di S. Rocco,
restaurata di recente, il duomo di S. Ermete edificato nel '700 opera dell'ar chitetto Prada di Viterbo.
La fac ciata è in stile barocco e l'interno è diviso in tre navate con nume rose cappelle laterali nelle quali vi sono presenti pregevoli opere di varie epoche.
Di particolare interesse il fonte battesimale del 1538, in travertino, l'affresco della Madonna del Popolo ope ra di scuola senese e due amboni di marmo provenienti dal Duo mo di S. Savino di Castro (sec. I X). Infine il piccolo ma prezioso museo comunale ci racconta con i suoi numerosi reperti la storia e le vicende del territorio dalle lontane epoche preistoriche fino
al Rinascimento,
LA CITTA' DI CASTRO
Le sue origini risalgono agli Etruschi dei quali rimangono preziose testimonianze, ma ancora prima l'uomo preisto rico visse lungo il fiume Fiora dove sono stati rinvenuti asce di silice, punte di frecce e tanti altri oggetti. Nel Medioevo la città diviene sede di diocesi. Nel 1537 Papa Paolo III0 Farnese costituì il ducato cii Castro affi dandolo al figlio Pier Luigi, la cui Capitale fu Castro. La città venne ricostruita secondo una precìsa pianificazione urbani stica, progettata e realizzata da Antonio Sangallo il Giovane, nulla venne trascurato, dalle strade ai meravigliosi palazzi, dalle botteghe agli alberghi. Tra alterne vicende i Farnese, ormai in forte contrasto con la Chie sa, tennero Castro fino al 1649, quando Papa Innocenze X inviò un potente esercito e ne ordinò la distruzione. Sulle rovine del la città è cresciuto nel corso dei secoli un folto bosco di grande suggestione. Ricerche archeolo-giche hanno riportato alla luce parte del Duomo di San Savino, la Piazza Maggiore, con i più importanti edifici della città, la chiesa di Santa Maria "Intus civitatem", monumenti grazie ai quali possiamo ricostruire lo splendore della città rinasci mentale.
MUSEO CIVICO Istituito nel 1958 come Antiqua-rium "Pietro Lotti", il Museo Civico di Ischia di Castro si è sviluppato intorno alla colle zione Stendardi-Lotti, che ne ha costituito il nucleo origina rio. Dagli anni '60 fino ai nostri giorni, il patrimonio archeolo gico del museo si è arricchito ulteriormente grazie alle nume rose campagne di scavo svolte nel territorio del comune dalla Scuola Belga, dalla Soprinten denza archeologica per l'Etruria Meridionale e dall'Università di Milano. L'attuale allestimen to , è impostato su un criterio didattico-divulgativo con una disposizione dei materiali che, seguendo un percorso cronolo gico, dalla Preistoria al Rinasci mento, rende evidente l'intero quadro storico del territorio, grazie anche ali sussidio elei pannelli esplicativi. Uno spazio particolare è inoltre dedicato ai risultati delle indagini archeo-logiche, nella Grotta preistori ca di Settecannelle e nell'area della Selvicciola, allo scopo di illustrare i risultati raggiunti e le novità che risulteranno dal l'attività di ricerca. Tra i reperti più interessanti, gli strumenti in selce provenienti dalla grotta di Settecannelle, i corredi funerari della civiltà di Rinaldone, con i caratteristici vasi a fiasco, le sculture etnische delle necro poli castrensi (ara del tufo), in nenfro, a tutto tondo, risalenti al VI sec., che riproducono figure di animali fantastici, propri del mondo mitologico ultraterreno etrusco, con una tecnica raffinalissima